L’attuale situazione fà pensare che sicuramente il tasso di riferimento della BCE ( Banca Centrale Europea ) non subirà un aumento almeno fino ai primi mesi del 2009, mantenendo il costo del denaro fisso al 4,25%.
Abbiamo però notato che vari istituti bancari hanno aumentato gli spread, ovvero il loro guadagno.
Di seguito riportiamo una interessante ricerca di Osservatorio Finanziario che ci evidenzia quello che stà succedendo:
Elenco degli istituti di credito che non hanno aumentato gli spread applicati ai mutui nel periodo compreso tra il 4 luglio 2008 ed oggi. Gli stessi istituti hanno dichiarato che non sono previste correzioni al rialzo nei prossimi mesi (entro dicembre del 2008).
• Gruppo Unicredit
• Gruppo Intesa Sanpaolo
• Gruppo BNL
• Gruppo Ubi Banca
• Gruppo Mps
• Gruppo Banco Popolare
• Gruppo Banca Popolare di Milano
• Gruppo Popolare dell’Emilia Romagna
• Ge Money Bank
• Gruppo Banca Sella
• Creval
• Gruppo Veneto Banca
• Iw Bank
• Unipol Banca
• Deutsche Bank
• Che banca! (Gruppo Mediobanca)
Elenco degli istituti di credito che hanno aumentato gli spread applicati ai mutui nel periodo tra il 4 luglio 2008 ed oggi.
• Credem – mutui a tasso fisso (luglio 2008)
• BancoPosta (agosto 2008)
• Ing Direct (settembre 2008)
Elenco degli istituti di credito che hanno diminuito gli spread applicati ai mutui nel periodo tra il 4 luglio 2008 ed oggi.
• Credem – mutui a tasso variabile di durata ventennale (luglio 2008)
• Banca Mediolanum (settembre 2008)
Elenco degli istituti di credito per i quali è previsto un aumento degli spread nei prossimi mesi.
• Barclays (novembre 2008)
Noi pensiamo che ad oggi sia molto interessante un mutuo a tasso fisso con possibilità di revisione magari ogni 5 o, ancora meglio, ogni 10 anni. In questo modo abbiamo una concreta possibilità di modifica delle condizioni qualora i tassi, nel lungo periodo, possano variare a nostro favore. Al limite si può prendere in considerazione un tasso misto, con rata costante e durata variabile: chi ha un reddito fisso non avrà nessun problema ad affrontare così un tasso variabile, con il vantaggio che se il tasso subirà degli aumenti, la rata non aumenterà, ma sarà la durata a variare, allungandosi di conseguenza.